Oltre Finanza

Wednesday, January 17, 2007

Parla Ben Bernanke


Riporto qui un articolo di Mario Galli (www.forexgm.com)

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Settimana non particolarmente interessante dal punto di vista di nuovi dati economici, ma con un appuntamento cruciale giovedì prossimo, ovvero l’audizione del Governatore della Fed Bernanke al Senato. Gli operatori dovranno prendere posizione in previsione dell’importante incontro ed in ogni caso il mercato non potrà ignorare che il contenuto delle più recenti dichiarazioni della Fed non è stato particolarmente benevolo, ma ha continuato a manifestare preoccupazioni circa l’inflazione (che i mercati hanno regolarmente e sorprendentemente ignorato).

Vedremo se e fino a che punto Bernanke si spingerà oltre i commenti già espressi, ma in questo caso le sorprese sono altamente probabili un po’ ovunque, per borse, materie prime, tassi, valute.

Almeno tre ipotesi sono possibili, ma con gradi di probabilità molto diversi:
una prima possibilità, a nostro avviso remota, è che il Governatore commenti l’attuale situazione facendo pensare alla definitiva chiusura di un ciclo di rialzo dei tassi, prendendo atto della continua caduta dei prezzi di molte materie prime e di un certo rallentamento dell’economia; tendiamo ad escludere che quest’eventualità possa verificarsi ed assegniamo comunque una probabilità bassissima a quest’evento;

Una seconda eventualità è che la Fed ribadisca completamente quanto affermato nel recente passato, compresa l’allusione alla possibilità che i tassi salgano ancora, qualora necessario, vista la permanenza del rischio inflazione; in questo caso nulla di nuovo, dunque, l’incontro al Senato finirebbe per rivelarsi un non evento ed i mercati tornerebbero a fluttuare guardando alle prossime settimane, senza eccessive preoccupazioni; assegniamo a quest’eventualità un grado di probabilità molto maggiore, ritenendo più che possibile un evento simile;

La terza possibilità è che invece la Fed sorprenda i mercati con dichiarazioni oltre le aspettative più restrittive, con importanti conseguenze su borse, tassi, titoli di stato, valute, materie prime; bisogna infatti ricordare che il posizionamento, in determinati assets, sembra ormai a senso unico (materie prime aparte) con borse sempre al rialzo, acquisti di euro su qualsiasi pretesto ed un futuro già scritto, secondo l’opinione prevalente, per gli scenari americano ed europeo, nel 2007 inoltrato.

Paradossalmente, preferiamo assegnare a questa possibilità un grado di probabilità elevato ed i motivi non mancano (compreso un attraente rapporto rischi-rendimento di eventuali scommesse) vediamone qualcuno, in sintesi, di seguito:
i consumi statunitensi risultano ancora soddisfacenti e con l’attuale caduta delle materie prime (il petrolio dovrebbe stabilizzarsi intorno ai 50 $ per poi riprendere a salire, ma senza l’enfasi di un tempo, in primavera) il potere d’acquisto dei consumatori ne uscirebbe rafforzato, soprattutto se, al tempo stesso, si moltiplicassero i segnali di stabilizzazione del mercato immobiliare; l’inflazione permane a livelli tali da non consentire un abbassamento della guardia; se la Fed dovesse far pensare di voler seguire le orme della Bank of England nella sua recente mossa a sorpresa, non ci sarebbe troppo da stupirsi, soprattutto nel caso Bernanke portasse a supporto positivi sviluppi futuri per l’economia (che allo stato attuale sono più probabili di quanto si pensi); a ciò s’aggiunga la necessità, da parte della Banca Centrale statunitense (visto anche il recente avvicendamento al vertice) di rafforzare la propria credibilità con parole ed azioni tali da poter vincere una strana ostinazione del mercato nel prendere atto delle sue parole, comprensibile forse, visti gli equivoci degli esordi, ma è del tutto improbabile che la Federal Reserve consenta ancora per molto di essere ignorata.

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I dati di oggi non hanno dato il risultato che mi aspettavo, i volumi durante le contrattazioni sono normali, e i cross valutari continuano il loro movimento laterale.
Come suggerisce il Sig. Galli probabilmente Bernanke farà la voce grossa, le sue parole sono sempre state ignorate dal mercato (o dai manovratori), potremmo quindi avere la spinta necessaria per un ritorno ad un trend meglio definito e meno incerto come quello di inizio settimana.

Inoltre potrebbe avere meno influenza un eventuale la decisione della BOJ nel mantenere i tassi invariati, date le notizie di ieri è più difficle prevedere le reazioni del mercato.

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